Giorgio Guarnieri fattorino in bicicletta per Consegne Etiche a Bologna.

AMARSI UN PO’

Consegne Etiche

Foto: Francesco Alesi / © CILD 2021

Durante il primo lockdown, poter lavorare, poter restare in strada, per me era libertà. Non tanto perché sottovalutassi il rischio di quello che stava succedendo, ma perché era uno strumento per poter fare qualcosa.

Giorgio Guarnieri

Il Covid-19 ha cambiato il modo in cui viviamo la città, modificando anche il modo in cui acquistiamo e consumiamo cibi, beni e servizi. I riders – fattorini su due o tre ruote – sono diventati un elemento centrale di questa nuova organizzazione, spesso fungendo da tessitori di una comunità che, con le misure di limitazione agli spostamenti, rischia sempre più di allentarsi.

A marzo del 2020 è scattato il lockdown e quindi ho iniziato a lavorare veramente tanto. Lavoravo in una città vuota in cui c’erano soltanto i riders, la municipale e chi puliva le strade.

Lisa Tori

Tuttavia i diritti non sono stati al passo con la crescente importanza del ruolo dei riders. Per questo da Fondazione Innovazione Urbana e dal Comune di Bologna è nato il progetto Consegne Etiche, che punta a cambiare il paradigma dei servizi di delivery garantendo eticità su tutta la filiera: dal commerciante, passando per il rider, fino all’utente finale.

Rispondono interessati i cittadini e quindi creiamo un’assemblea pubblica, ovviamente online. Da tutto questo movimento parte Consegne Etiche.

Michele D’Alena

Fiorenzo Guermandi allenatore del Giallo Dozza Bologna Rugby, associazione sportiva dilettantistica che impegna alcuni detenuti della casa circondariale di Bologna

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